LAVORO ED EMOZIONI:QUANTO INFLUISCONO? PARLIAMONE… (di Sergio Amatulli)

Carissimi lettori,

l’argomento che voglio condividere e desidero trattare in questo articolo sono il lavoro ed emozioni quanto influiscono, visto che risultano essere un elemento essenziale anche nella nostra sfera lavorativa.

Penso che ogni professionista, manager, imprenditore sia in grado di descrivere il ventaglio di emozioni che il lavoro gli riserva quotidianamente.

Provate a pensare a cosa proviamo di fronte al collega “irresponsabile”, il capo “assente”, al cliente “esigente” e al dialogo che attiviamo tra noi stessi, quel commento amareggiato, il borbottio che solo noi possiamo sentire…

Le emozioni coinvolgono ogni minuto del nostro lavoro, e delle relazioni ad esso collegate.

Eppure spesso in azienda sono un elemento fortemente sottovalutato, soprattutto come chiave di propulsione o limitante delle performance dei singoli e dei gruppi. E’ più frequente sentire parlare di organigrammi, strutture e ruoli in azienda, che del cuore pulsante delle persone che vi operano, fatto di emozioni e aspettative.

Quindi sebbene non se ne parli, infatti, le aziende sono colme di emozioni: paura, rabbia, entusiasmo, insoddisfazione e tante altre ancora.

E’ il lato umano delle aziende, che non può essere del tutto controllato ma che richiede attenzione e cura, soprattutto per ridurre quella quota di sofferenza che spesso è presente al lavoro.

Primi passi verso l’intelligenza emotiva

Negli ambienti di lavoro, le emozioni occorre riconoscerle  e ascoltarle con precise strategie, per trasformarle da potenziali criticità in preziose alleate nella gestione quotidiana delle piccole e grandi sfide aziendali: ecco alcuni consigli.

1.  L’obiettivo di trasformare le emozioni da elemento a rischio del fattore motivazionale, a propulsore potente nella gestione delle quotidiane sfide professionali il primo passo è quello di saperle riconoscere.

2.  Saper riconoscere le emozioni che proviamo, nel momento stesso in cui le proviamo, è una delle abilità su cui fondare la propria intelligenza emotiva. Una delle strade che trovo più efficaci in questo senso è quella di alzare la propria consapevolezza sul proprio dialogo interiore.

Cosa sto provando adesso? Come mi fa sentire ciò che mi è appena accaduto? Cos’è che mi ha colpito in questo evento?

Queste ed altre domande, che ad esempio un Coach potrebbe porti, aiutano a portare questa prima grande abilità.

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Tra le emozioni  più comuni, ecco qualche esempio:

  • . Paura. Si innesca quando non c’è chiarezza sul futuro, personale o dell’azienda, quando i cambiamenti sono continui e poco chiari, quando ci si confronta con capi e superiori, quando si deve parlare in pubblico, quando si commettono errori, quando ci si sente inadeguati.
  • . Rabbia. Quando si percepiscono ingiustizie e torti, quando si viene trattati in modo non congruente alle aspettative, quando non si condivide un cambiamento, quando si viene incolpati per attività o risultati non adeguati, quando non si condividono le decisioni aziendali.
  • . Entusiasmo. Quando si contribuisce in modo costruttivo, si ottengono gratificazioni e successi, ci si sente parte di una squadra, apprezzati e importanti, quando si raggiunge un obiettivo, quando si riesce a conciliare bene lavoro e vita privata.
  • . Tristezza. Quando una rapporto professionale fallisce, quando non ci si sente ascoltati, valorizzati o adeguati, quando si vivono rapporti conflittuali con capi e colleghi, quando un’azienda chiude o sposa valori che non condividono.

Se si riesce a guardare alle emozioni individuali e aziendali come ad una risorsa, in quanto fonte di comprensione di ciò che sta succedendo alle singole persone e al gruppo,  la prospettiva cambia sostanzialmente.

La capacità di dialogare con le emozioni rappresenta un valore conoscitivo fondamentale per coloro che gestiscono collaboratori, ma anche per il singolo collaboratore in un ottica di autoefficacia e autonomia motivazionale.

Avere quindi la capacità di riconoscere le emozioni, dà la possibilità di dare la giusta “risposta” e/o correggere eventuali errori di comunicazione, rilevare atteggiamenti inefficaci, accedere ad uno stile di leadership più adeguato.

Per cui a mio avviso diventastrategico per le aziende sviluppare una cultura emozionale nelle persone, in particolare in ambito HR, per meglio gestire una componente cruciale troppo spesso lasciata al “buon senso” dei singoli. In pratica, vuol dire potenziare le capacità di ascolto, comprensione e risposta in rapporto alle circostanze aziendali dei collaboratori, colleghi, clienti e partner dell’azienda

Sviluppare l’intelligenza emotiva in azienda può prevedere corsi di formazione in aula e percorsi di sessioni di coaching individuali affidandosi ad un coach esterno che riesca a far emergere alle figure manageriali (HR) i reali bisogni dei collaboratori e dei gruppo.

Ottenendo come obiettivo la possibilità di consentire alle persone di parlarsi e ascoltarsi e alle aziende di leggere le emozioni e trasformarle in ottica evolutiva, soprattutto in situazioni “critiche” (ristrutturazioni, congedi di maternità e rientri, cambi mansione, fusioni/integrazioni, ecc.), eliminando gli ostacoli o potenziando le best practice quando efficaci e funzionali.

vantaggi saranno da un lato un miglioramento delle relazioni tra le persone, un maggior accesso, del singolo e del gruppo, alle proprie risorse per affrontare i problemi, un incremento del livello di benessere complessivo e di committment verso un’organizzazione “umanizzata”. Ma anche una più ampia efficienza organizzativa, che passa attraverso un maggior coinvolgimento dei singoli collaboratori, che si è ottenuto per reazione alla nuova attenzione alle emozioni individuali e di gruppo.

Se hai ritenuto interessante questo articolo, se condividi tutto o in parte il mio punto di vista, ti invito a commentare arricchendolo con il tuo punto di vista, ma sentiti anche libero di condividere l’articolo.

Grazie e arrivederci al prossimo articolo.

Sergio Amatulli

 

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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