COME GESTIRE LA RIBELLIONE NEL TUO TEAM

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Ti è mai capitato di subire un attacco a sorpresa ad un meeting con il team? Eri ben preparato, tutti gli obiettivi erano chiari, ma poi: BOOM! Qualcuno si oppone alle tue assunzioni nel bel mezzo del meeting e da quel momento in poi tutti gli altri lo seguono a ruota, criticando ogni tua proposta. Cerchi di spiegare la logica del tuo ragionamento, ma niente: nessuno sta dalla tua parte. Ribellione e anarchia hanno ormai preso il sopravvento e il tuo meeting sta per finire senza essere giunti ad una chiara soluzione.

Troppo spesso i manager cercano di minimizzare le probabilità che una tale situazione si verifichi organizzando riunione pre-impostate, dove tutto è già stato deciso e non c’è spazio per la discussione. Errore. Non dar modo alle persone di esprimere la propria opinione non è mai la scelta giusta, poiché si perde consenso ma anche produttività ed efficacia, poiché non si da modo al team di ponderare tutte le soluzioni possibili.

Ciò che è necessario è essere aperti a tutte le opinioni contrastanti ed essere in grado di gestire la ribellione all’interno del team con saggezza e furbizia. Ma cosa vuol dire nella pratica? Pensate ad una situazione di ribellione che si verifica molto spesso in aeroporto: il volo è in ritardo di 2 ore e i passeggeri cominciano a spazientirsi, a prendersela con le hostess della compagnia e a coalizzarsi contro di loro. Cosa viene fatto in questi casi? Li si distrae. Li si invita a calmarsi, gli si offre da bere e da mangiare, insomma si sposta l’attenzione su altri fatti. Ecco, più o meno la stessa cosa deve essere fatta all’interno di un team in rivolta, stando ben attenti però a non manipolare eccessivamente gli animi.

Per farlo, può essere utili tornare alle basi: parla della visione generale del team e del suo scopo ultimo, in modo da focalizzare l’attenzione del team non più sulla singola decisione che crea disaccordo ma sulla visione d’insieme che accomuna ogni membro. Sfoderare qualche arma di intelligenza emotiva (di cui parliamo in questo articolo e in questo) può davvero essere fondamentale in queste situazioni critiche. Ecco le pratiche d’oro per gestire un team in ribellione:

  1. Fermati e fai dei respiri profondi per tenere sotto controllo la rabbia, il panico, la confusione;
  2. Chiedi al gruppo di fermarsi per un minuto;
  3. Definisci le idee del gruppo con affermazioni come “State sollevando molti punti interessanti. Cerchiamo di considerare tutte le prospettive e di prendere la decisione migliore”;
  4. Cerca di guidare la discussione verso qualcosa di più generale della singola questione sotto accusa: “Prima di tornare a discutere dei dettagli, possiamo usare qualche minuto per parlare della visione e dello scopo di questo team?”
  5. Chiedi come ogni argomento presentato potrebbe aiutare il team a rispettare la visione d’insieme e raggiungere lo scopo ultimo.

In conclusione quindi, ciò che davvero aiuta un team a superare una situazione di stallo è rifocalizzare l’attenzione sullo scopo condiviso e non sulle singole tattiche che si possono usare per raggiungerlo. Le singole strategie, infatti, sono legate alle opinioni del singolo e in un momento di ribellione ed anarchia portano solo a dividere gli animi e gli obiettivi. Lo scopo finale, invece, accomuna e unisce tutti gli individui del gruppo ed una volta tirato in ballo aiuta il team a seguire un percorso produttivo e collaborativo.

Per capire meglio come, a livello psicologico, il focus sull’obiettivo generale aiuta i team a sprigionare energia positiva potete leggere la pagina del sito dedicata alla formazione.

 

Fateci sapere se vi siete trovati in situazioni simili in passato o se avete provato a mettere in pratica i nostri suggerimenti: lo spazio dei commenti è tutto per voi!

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A presto!

 

Sergio Amatulli

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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