INTELLIGENZA EMOTIVA AL LAVORO

Nel precedente articolo, tratto dal libro “Coaching” di Emanuela Gramatica e Silvia Tassarotti, ho discusso dell’importanza di utilizzare il metodo del coaching in azienda per migliorare lo stile di leadership; da questo è emerso che una delle competenze chiave per avere successo è senz’altro il saper comunicare nel modo giusto.

A questo proposito le autrici definiscono la comunicazione efficace come un’arte fondamentale che ha risvolti particolarmente importanti nel coaching. È riconosciuto infatti che conoscere la struttura della comunicazione possa aiutare a comprendere come l’invio di un messaggio e la sua corretta ricezione siano delle risorse strategiche fondamentali.

Ecco dunque come entra in gioco il pensiero di Goleman, secondo il quale siamo tutti dotati di due menti specifiche: una predisposta al pensiero e l’altra all’ascolto. Sebbene, infatti, sia grazie alle nostre facoltà intellettuali classiche che riusciamo a raccogliere e catalogare ogni informazione, sembra che un ruolo molto importante nella comunicazione possa essere ricondotto all’intelligenza emotiva.

 L’intelligenza emotiva rappresenta la capacità di individuare e comprendere i propri stati d’animo e quelli degli altri; è la capacità di motivarci e di saper gestire positivamente le emozioni.
Nonostante non vi sia un modo pratico per misurarla, essa racchiude in sé numerose facoltà, abilità e talenti, che derivano in parte dalla propria predisposizione e in parte dall’apprendimento attraverso un allenamento mirato.

 Riprendendo le definizioni date dal libro, in modo più preciso possiamo dire che l’intelligenza emotiva si riferisce:

  • alla capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri,
  • all’esperienza e alle emozioni che derivano dagli eventi,
  • all’intelligenza che opera sotto al livello della coscienza primordiale,
  • all’abilità di associare velocemente eventi ed intuizioni

Secondo il pensiero di Goleman, inoltre, questa forma di intelligenza può svilupparsi a due livelli: quello personale, andando a determinare il modo in cui gestiamo noi stessi, e quello sociale, influenzando il nostro modo di relazionarci con gli altri.

Perchè, vi chiederete ora, è importante parlare di intelligenza emotiva nel mondo del coaching?

Sicuramente l’intelligenza emotiva può giocare un ruolo essenziale nel modo in cui i leader di oggi reagiscono e affrontano le sfide quotidiane. Il miglioramento delle capacità emozionali può infatti far eccellere nel condurre in modo vincente le prove difficili che comporta la leadership.

Sviluppare un elevato livello di intelligenza emotiva può aiutare il leader a riconoscere, comprendere, predire e gestire le emozioni per fare in modo che esse supportino e motivino anche il proprio team di lavoro.

Un’interazione efficace con i propri collaboratori può essere la chiave per migliorare la produttività e l’efficacia propria e altrui.

Entrambe le intelligenze, intendo quella intellettuale e quella emotiva, sono quindi doti essenziali per un leader che vuole avere successo per sé e con il proprio team, ma in qualsiasi caso è fondamentale svilupparle ed affinarle.

Ricorda però che il successo di qualsiasi iniziativa dipende soprattutto dalla tua voglia di crescere e dalla tua disponibilità a metterti in gioco.

Per approfondire la tematica sull’intelligenza emotiva ti consiglio di cliccare quì dove potrai trovare il nostro test (ottenuto con licenza) sull’ Individual Effectiveness che eroghiamo prima di ogni percorso di Coaching.

Veronica Altosinno  

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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