INTELLIGENZA EMOTIVA: UNA COMPETENZA FONDAMENTALE NEL LAVORO

intelligenza emotiva

Cos’è l’Intelligenza Emotiva e perché è così importante?

Per molti decenni (e forse ancora oggi) è stata opinione diffusa tra i managers e i leaders in posizioni di vertice che i collaboratori dovessero essere promossi soprattutto in base alla loro competenze tecniche e all’intelligenza in generale e non per altri motivi che non hanno nulla a che fare con la competenza sul lavoro.  Tuttavia, negli ultimi 20 anni circa, un altro fattore è entrato di prepotenza nel mix: non più tanto l’intelligenza in generale, ma l’Intelligenza Emotiva.

Cosa precisamente si intende per Intelligenza Emotiva? La definizione è in continua evoluzione ma per semplificare possiamo dire che per I.E. si intende la capacità di identificare, capire, usare, gestire e controllare le emozioni. Questo include non solo le nostre emozioni, ma in particolare anche quelle degli altri.

Possedere e allenare una buona I.E. ha molteplici vantaggi: se riprendiamo la definizione, diventa chiaro che oltre ad aiutarci a sviluppare una piena conoscenza e capacità di guidare noi stessi (vi sembra poco?), l’intelligenza emotiva ci può rendere empatici, strategici, ottime guide e persone con le quali risulta facile stabilire una profonda “sintonia”. Insomma significa esprimere una leadership naturale. In questo articolo parlo ampiamente di quali competenze rendono un capo “indimenticabile” agli occhi di un collaboratore. Mentre in quest’altro articolo riprendo degli studi condotti per oltre vent’anni da Jim Collins, in cui emerge chiaramente quali risultati può portare in azienda una leadership basata sull’Intelligenza Emotiva.

Ma tornando all’I.E., vediamo anche un po’ di storia: pur avendo forti legami con il lavoro sull’intelligenza sociale svolta da Wilson alla fine degli anni ’50 e ’60, la ricerca originale sull’intelligenza emotiva è stato effettuata da due psicologi, Peter Salovey e John Mayer, intorno al 1980-90. Da questi studi emerse che l’Intelligenza Emotiva ha tre rami principali:

1) la valutazione ed espressione delle emozioni

2) la gestione delle emozioni

3) l’utilizzo delle emozioni

In quest’ultimo terzo ramo i due psicologi hanno elencano altri quattro categorie. Ognuna di queste categorie riguarda il modo in cui possiamo utilizzare le emozioni. Queste categorie o abilità sono:

1) la Pianificazione Flessibile

2) il Pensiero Creativo

3) il Reindirizzamento dell’Attenzione

4) la Motivazione

Il lavoro di Salovey e Mayer ha avuto un impatto significativo nei circoli psicologici del tempo, ma furono Goleman e Seligman a diffondere il concetto di Intelligenza Emotiva in relazione al luogo di lavoro. Fu attraverso i loro studi e libri in cui hanno sviluppato un modello più utile e meno accademico che emersero in modo definitivo quattro “chiavi” che compongono l’intelligenza emotiva: autoconsapevolezza, autogestione, consapevolezza sociale e gestione delle relazioni.

Diamo una breve occhiata a ciascuna di queste “capacità” dell’intelligenza emotiva in modo più dettagliato:

1) Consapevolezza di sé (Self Awareness)

Essere completamente consapevoli di noi stessi e delle nostre emozioni è difficile. Tuttavia, questa è una capacità che è possibile allenare con lo scopo di comprendere e identificare il nostro modo di pensare, i nostri bisogni, obiettivi e reazioni, in modo tale da entrare più in sintonia con noi stessi e con il modo in cui reagiamo agli altri, in particolare sul posto di lavoro.

 2) Gestione di sé (Self Management)

La capacità di gestire se stessi è chiaramente legata alla consapevolezza di sé ed alla capacità di controllare i sentimenti impulsivi, la resilienza emozionale, il senso di direzione e così via. La chiave è che una volta a conoscenza di come reagiamo con gli altri, saremo meglio attrezzati per affrontare alcuni degli aspetti più impegnativi della gestione delle nostre emozioni.

 3) Consapevolezza sociale (Social Awareness)

Questa è la capacità di comprendere le esigenze e le preoccupazioni degli altri e di conseguenza di essere emotivamente in sintonia con i sentimenti e le questioni da loro sollevate. Aumentare le competenze in questo settore contribuirà a fare di ognuno una persona ed un manager migliore.

4) Capacità di gestire gli altri (Relationship Management)

Questa è la capacità di coltivare le relazioni e ispirare le persone. Possedendo un’alta capacità di gestire le relazioni, un individuo è in una posizione migliore per creare la cultura ed il clima attraverso cui i team e le persone sono grado di lavorare e performare al meglio.  

Se vuoi approfondire queste 4 macro-aree, ti invito a leggere le peculiarità del test che utilizziamo in Human Performance per sviluppare l’Intelligenza Emotiva.

Purtroppo nessuna delle precedenti competenze e capacità vengono attualmente insegnate a scuola o nelle università (in quest’ultima solo teoricamente forse). Ma se sono riuscito a spiegarne l’importanza, sono certo che non sia difficile comprendere gli impatti critici di queste skills nelle organizzazioni ed in chi ricopre ruoli di vertice. Ognuna di queste capacità è parte integrante del successo individuale e aziendale.

Chiudo questo articolo chiedendoti di esprimere la tua opinione nei commenti e, se hai apprezzato l’argomento, di aiutarmi a condividerlo!

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Sergio Amatulli

 

 

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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