LE 6 DOMANDE CHE DOVRESTI PORTI (di Sergio Amatulli)

domande, coaching

Per definire o “risuscitare” lo Scopo, la Visione e le Motivazioni profonde, sia nella vita aziendale, sia nella vita personale

Il Progresso e l’innovazione, come il successo più in generale sono significativamente influenzati dalle domande che sono state poste nei momenti di avvio, o di crisi.

Che sia stato un processo inconscio e interiore, o al contrario un momento strutturato “guidato” dal supporto di un professionista “le domande” che ci siamo posti nei momenti “topici” della nostra vita o della nostra carriera hanno sicuramente fatto la differenza su ciò che abbiamo costruito.

Purtroppo molti di noi hanno dimenticato come fare domande. Altri sono diventati troppo pigri per porsele. E altri ancora potrebbero non aver avuto molte opportunità di sollevare questioni o, peggio, hanno paura di farlo. Ma perché?

I motivi sono molti: il nostro sistema di istruzione, lo stile di vita e i contatti di cui ci circondiamo, e anche il mondo aziendale spesso non è orientato a momenti di analisi strutturate. Inoltre, tendiamo spesso a trattare argomenti in maniera superficiale, ponendo domande che non riescono a mettere alla prova o “sfidano” il sistema (per lo più con domande chiuse), invece di trovarne di stimolanti e “potenti” in modo da attivare creatività, curiosità e coinvolgimento (applicando domande ad esempio aperti).

Ma quali potrebbero essere delle domande che stimolano una riflessione creativa e proattiva?

Ti propongo una serie di potenti domande, utili da usare sia per gli aspetti personali che lavorativi (ed addirittura di team):

1) IL PERCHÉ? Se usato sapientemente, questa potrebbe essere una buona prima domanda da porsi. Infatti è la domanda che induce a riflettere sullo SCOPO, LA VISIONE, E LE MOTIVAZIONI PROFONDE che sarebbe utile sondare prima di partire per qualsiasi progetto o addirittura “Ripartire”. Esempi:

“Perché sto facendo quello che faccio?” “Perché voglio fare……? “Perché ho costruito tutto questo?”

2) IL PERCHE’ NO? E’ molto di più che il contrario della domanda “Perché?”. Aiuta a individuare e superare le resistenze. Quelle interne e/o le obiezioni di altri che sfidano il vostro pensiero e le idee. Esempi:

“Perché non fermarsi proprio ora?” “Perché non ho scelto quel mercato piuttosto che questo?” “Perché ai nostri clienti potrebbe non piacere questa offerta?”

3) IL “…E SE”? E se no? Queste domande ci portano ulteriormente nel processo decisionale. Rendono le idee più reali e ti avvicinano ad una possibile implementazione. Inoltre aiutano a scoprire qual è la risposta e o la soluzione più adeguata ad un dato problema. Esempi:

“E se dovessimo farlo come x oppure y come sarebbe?” “E se i soldi non fossero problema, cosa farei?” “E se non seguo questo progetto cosa accadrebbe?” “E se non volessi accettare ciò che mi/ci accade, cosa posso aspettarmi?”

4) IL COS’ALTRO? Questa è una domanda cruciale che spesso ci si dimentica. Eppure, è una domanda chiave in quanto ci spinge a cambiare il nostro punto di vista ancora più drasticamente. Ci aiuta a riflettere su diverse opzioni e sulle possibili alternative. Stimola a pensare in termini più audaci e per “sbucciare ulteriormente la cipolla”. Esempi: “Cos’altro possiamo fare?” “Cos’altro avrebbe fatto (il nome di una persona che stimate profondamente)?” “Cos’altro possiamo migliorare…?” “Che altro i nostri clienti si aspettano?”

5) IL COME? Questa è la domanda che ci conduce alla conclusione della nostra piccola analisi. Di solito è anche la più difficile, in quanto ci induce a passare dal “pensiero creativo” a quello “esecutivo e decisionale”.  Esempi:

“Come posso migliorare questo aspetto della mia vita?” “Come possiamo migliorare questo processo?”Come possiamo ottenere di più e di meglio? “Come possiamo lanciare il prodotto” “Come avrebbe fatto (il nome di una persona o azienda che stimate profondamente)?” “Come farebbero (in un altro settore o mercato)?”

6) Il CHI ed il QUANDO? Infine, e per garantire l’attuazione delle nostre risposte, idee e concetti è opportuno porsi queste due serie di domande. (Nota bene: non usare mai alcuna domanda chiusa prima di questa fase del processo di valutazione). Esempi: “Chi si prenderà cura di tali reclami dei clienti?” “Chi mi/ci potrebbe aiutare per questo?” “Chi potrebbe aver già risolto un problema simile?” “Chi potrebbe essere più motivato/qualificato per seguire questo?” “Quando è opportuno che accada….?” “Quando possiamo consegnarlo?” “Per quando vorrei fosse concluso?”

Purtroppo, porre e porsi le domande giuste non è una competenza che viene insegnata nelle scuole o nei programmi MBA. Ma sviluppare un processo di revisione dei fatti, e la costruzione di una nuova VISION, utilizzando le domande giuste, aiuta a superare la paura del fallimento, portando più opzioni  alla vostra vita o ai nostri progetti, e nei casi che lo richiedono, ti aiuta a scoprire ciò che si vuole veramente fare o addirittura cambiare della nostra realtà.

E’ un momento molto potente e aiuta a innescare miglioramenti e innovazioni.

Nel mondo delle star up o più in generale nel mondo imprenditoriale, si considera spesso il momento delle domande come una perdita di tempo e di una distrazione dalle cose da fare. Senza sapere che capire dove andare, come andarci e soprattutto quali sono le nostre risorse interiori che ci sosterranno, sono il propellente per aiutarci a raggiungere risultati e cambiamenti molto velocemente.

E tu cosa ne pensi? Ti prego di partecipare alla discussione, lasciando un commento qui sotto.

I miei migliori saluti,

Sergio Amatulli

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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