DA PUSH A PULL…. IL SEGUITO! (di Sergio Amatulli)

puss o pull 2Dal precedente articolo postato qui, è sicuramente emerso che la modalità Pull è quella a cui molti vorrebbero tendere ma in effetti ci sono situazioni e/o collaboratori in cui risulta difficile applicare un cambio di strategia, che sia diversa da quella Push. In particolare:

  • collaboratori abituati/educati ad essere gestiti nella modalità Push
  • situazioni procedurali o abitudinarie

 In entrambi i casi è effettivamente difficile ottenere una reazione attraverso un improvviso cambio di modalità di conduzione del gruppo, delle relazioni e abitudini.

Per contro, anche dai commenti al precedente articolo, è emerso che ogni manager può individuare fra i collaboratori, alcuni con cui è già “giunto il momento” di adottare una modalità Pull (responsabilizzazione e coinvolgimento). Bè se abbiamo almeno una percentuale delle persone che coordiniamo o con le quali collaboriamo, che possono essere trasformate in sponsor e non essere continuamente spinte, direi che è un buon inizio. Ma come?

Nella mia esperienza, le persone tendono a collaborare attivamente e a sentirsi coinvolte anche sui risultati, principalmente quando:

1. si sentono rispettate

2. ritengono “giusto” ed autorevole il loro capo

3. vengono ascoltate

4. gli viene chiesto di partecipare nella costruzione di ciò che li riguarda (regolamento aziendale, carta dei valori e dei comportamenti, soluzioni a problematiche operative, ecc)

5. “scelgono” di partecipare e dare il loro contributo al punto precedente

A mio avviso, a questo punto non siamo ancora alla realizzazione della modalità Pull.

Ma l’ultimo punto, è il “trampolino” della modalità Pull (che si verificherà solo in seguito, dopo, nell’esecuzione di quanto deciso). Ma la cosa importante è che non è possibile accedervi se prima non sussistono già, i punti 1, 2 e 3.

Quindi in primis è necessario valutare se sono già esistenti e consolidati i primi tre punti. In caso contrario il primissimo piano d’azione deve necessariamente ruotare attorno alla costruzione di queste prime basi.

Ed il resto del gruppo? Quello che sono abituati e reagiscono solo alla modalità PUSH?

Una cosa alla volta. Passare ed “educare” (se stessi e chi lo riceve) ad uno stile di leadership diverso, è un vero e proprio progetto. E’ una innovazione che si inserisce in azienda o in alcuni gruppi. Va maneggiato con cura. Insomma è un Elefante che è più digeribile se mangiato una fettina alla volta. Aspetto vostri commenti per capire se analizzare anche le prossime “fettine”.

Avete esperienze o considerazioni, o spunti da cui magari far emergere: il sequel del sequel?

Grazie a tutti per l’attenzione.

Sergio Amatulli

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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