RITROVARE LA “VOGLIA” ED IL “POTERE” DI CAMBIARE (di Sergio Amatulli)

cambiamentoCon questo post, voglio iniziare un breve cammino di due puntate, intorno alla parola chiave “cambiare”. Ringrazio sin d’ora chi vorrà accompagnarmi (fino a mercoledì prossimo..).

In questo periodo, per molti motivi si fa un gran parlare di Cambiamento. Se ne parla moltissimo in economia, per le condizioni del nostro paese, per le riforme necessarie al mondo del lavoro, per migliorare la competitività delle aziende, negli uffici Risorse Umane che hanno il compito di aiutare l’organizzazione a seguire i cambiamenti strategici decisi lassù “dove si puote, ciò che si vuole”.

Ma questa parola che abbraccia tanti contesti è ben presente anche nella nostra vita, privata o professionale che sia, come singoli individui, e a mio avviso ha una rilevanza notevole su ciò che siamo e ci “sentiamo” oggi, e su ciò che saremo e ci sentiremo domani.

Come per molti dei miei post, anche questo nasce da una esperienza diretta e recente che mi coinvolge come professionista. Infatti come Coach, nella totalità dei miei clienti la sfida vera è quella di Cambiare: intesa come migliorarsi, o acquisire nuove competenze, affrontare una “sfida” che ci si ripropone di frequente ma con un approccio diverso, o qualunque altra cosa che ci imponga di fare qualcosa di nuovo o attraverso un comportamento nuovo, che ci impone quindi di uscire dal circuito delle abitudini e dalla nostra Zona di Comfort.

Diciamo che quando incontro un cliente, partiamo già da un ottima base: se lavoreremo insieme è già consapevole che potrà svolgere un “viaggio”, verso ciò che vuole realizzare/migliorare. E soprattutto ha voglia di farlo.

Ma durante il percorso, e nella realtà della vita di tutti i giorni, non sono solo questi la tipologia di cambiamenti da cui veniamo sollecitati. Seppur ogni cambiamento è diverso nella sua intensità, importanza, urgenza, fondamentalmente è la nostra posizione (di forza o di debolezza) nei confronti di ciò che cambiamo che farà molta differenza. Per semplificare: è la nostra posizione rispetto al fatto che “vogliamo” cambiare qualcosa o “dobbiamo” cambiare. Senza dimenticare l’ultimo dei casi: cioè quando “possiamo” cambiare qualcosa, ma non lo facciamo.

Attraverso il mio punto di vista, riassumo le tre categorie:

– prima categoria dei Cambiamenti: quelli desiderati, attesi, voluti. Sono quelli verso cui ci sentiamo pronti ad andare. Solo che ci manca lo strumento, la chiarezza, o un pizzico di fiducia in più, o qualcuno che ci infonda un po’ di fiducia (nella bontà del progetto, nelle nostre potenzialità, capacità di perseguirlo).

– La seconda categoria? Quella in cui ci sono tutti quei cambiamenti inattesi, non voluti, indesiderati, quelli che subiamo, e che a livello emotivo spesso hanno un impatto fortissimo. Provate a pensare al dolore provocato da un lutto, la perdita del lavoro, la conclusione di un rapporto (d’amore, di amicizia). Provocano un vero e proprio shock iniziale.

– nella terza categoria ci sono tutti quei cambiamenti che abbiamo chiuso in un cassetto: sappiamo che li “potremmo” affrontare, ma non abbiamo voglia, il coraggio, la motivazione, la forza per aprire quel cassetto e affrontarli prima che siano loro ad affrontare noi e a chiedercene il conto. Non necessariamente ci sono cose negative in questa categoria, a volte ci sono dei sogni per seguire i quali non ci sentiamo all’altezza, ma molte altre ci sono delle decisioni che possono procurare dolori più o meno intensi.

Nella mia esperienza a contatto con queste dinamiche da una decina di anni, una degli elementi differenzianti tra le diverse categorie è il potere che si avverte su quel cambiamento. Il potere rende differenti le reazioni al cambiamento, le azioni, la sofferenza dal punto di vista emotivo, il tempo per completarlo, ed infine la possibilità di realizzarlo.

Io spero che tu stia ritenendo utile i minuti che dedichi alla lettura di questo articolo, ma prima di andare ad esplorare l’aspetto del potere e responsabilità nel cambiamento, vorrei, ma per renderli ancor più utili, ti propongo di passare all’azione con un semplicissimo esercizio: tracciate tre colonne su un foglio (posto in orizzontale), e ponete una categoria per colonna. Ora siete pronti a scrivere tutti i cambiamenti che state gestendo (diciamo dall’inizio dell’anno ad oggi, spaziando tra sfera professionale o/e privata):

1) quelli che approvate e state perseguendo volutamente

2) quelli invece che vi sono capitati addosso, inattesi

3) quelli che avevate messo in pending (sogni, progetti, ma anche decisioni difficili)

Cosa ne è emerso? Quali riflessioni emergono?

Tieni traccia degli appunti che hai preso, perché mercoledì prossimo oltre a scoprire altri due elementi portanti nelle fasi di gestione del cambiamento, utilizzeremo l’esercizio che ti ho appena proposto, e vi suggerirò un ulteriore passo da poter fare, rendendolo uno strumento semplice, di sviluppo personale (e spero decisionale).

Intanto mi piacerebbe comprendere, quali riflessioni ti ha stimolato l’articolo o l’esercizio.

A mercoledì prossimo

Sergio Amatulli

P.S. P.S. Se vuoi confrontarti con me, riguardo il tuo progresso e le sfide che stai affrontando, contattami qui. Faremo una Skype per parlarne insieme.

L’Autore: Sergio Amatulli è un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.

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Sergio Amatulli at Human Performance Italia
Sergio Amatulli è il fondatore della Human Performance, un esperto Executive e Team Coach, Docente in ambito Soft Skills, si occupa di sviluppo di progetti di cambiamento e sviluppo organizzativo in azienda. Opera in tutto il Nord Italia, ed è un appassionato studioso di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Svolge spesso interventi come Temporary Manager nel ruolo di Direttore Organizzazione e Formazione, presso piccole e medie imprese.
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3 thoughts on “RITROVARE LA “VOGLIA” ED IL “POTERE” DI CAMBIARE (di Sergio Amatulli)

  1. vista la mia esperienza posso confermare che il motore è alimentato dalla volontà, importante avere anche qualcuno “capace”di aiutarci con le indicazioni se non sono ben chiare, e che soprattutto ci fa formulare degli obiettivi “smart” non ricordo adesso se la sigla è corretta ma tu “coach” sai cosa intendo…sempre piacevole seguirti

    1. Cara Sabrina
      è una piacevole sorpresa leggere il tuo commento sul blog. Ricordi benissimo, la caratteristica che contraddistingue gli obiettivi dai “sogni” è che siano S.M.A.R.T.
      Avere una “Guida”, e quindi un Coach (meglio se qualificato e con qualche annetto alle spalle), è fondamentale per “definire” e “rimanere” sul percorso di evoluzione, che ognuno di noi ha la necessità di fare.
      Ma come hai ben detto tu, voglio rimarcare un concetto: la voglia è fondamentale. Da lì partirà la ricerca delle risorse giuste, delle persone giuste, e la motivazione che sarà di sostegno durante la “trasform-azione” personale. E non per ultimo, c’è un ulteriore elemento: il coraggio di buttarsi.
      Buona estate, e spero di rivederci presto.
      Sergio Amatulli

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